Costigliole d’Asti
Strada provinciale Asti – Nizza Monferrato
Quando mio padre ci portava a Santo Stefano Belbo in visita preso zii zie prozie cugini e cugine di vario grado, ricordo (quarant’anni fa? più più ancora! se non son cinquanta, poco ci manca) che l’ultimo tratto di strada, allora strettissimo e sconnesso, era annunciato, a Costigliole d’Asti, dal profilo sghembo di un edificio completamente imbozzolato in un sudario di vetro e alluminio.
Allora non avevo nessun tipo di educazione ambientale, paesaggistica ecc., ma ugualmente quell’immagine, già abituale eppure ogni volta sorprendente, non mancava di colmarmi di meraviglia.
Sono ripassato da quelle parti domenica scorsa, l’unico primo vero giorno di vacanze di questa calda estate, di ritorno da un giro per le campagne alla ricerca di vecchie chiesette.
La veranda multipla è ancora lì. Uguale uguale. Non solo non è cambiata per nulla (in questo non ci sarebbe niente di strano: le cose che non cambiano, nel tempo, sono in genere molte di più di quelle che solitamente pensiamo). Ma, cosa assai più rara, la visione attuale corrisponde esattamente all’immagine degli strati più profondi della memoria. Eguale stupefazione, eguale spaesamento.
